..casapedimasoni..
E il futuro, cosa ci riserverà mai?
Il nuovo selezionatore della nazionale, poverino, dovrà fare i conti con i nostri polli strapagati che, tronfi nel loro autocompiacimento, increduli di fronte alla propria abilità (come se non fosse il loro mestiere), gli grideranno, in un impeto di gioia insensata:
Mr., colpii palle!
L'Italia ha perso, strano
Del resto, le lettere del *suo* nome danno
Gio', partita non vinta.
L'hanno smentito solo al 94esimo.
Torno nel nulla da cui sono momentaneamente emerso, salute.
Facciamo qualcosa sennò siamo del gatto
Il Consiglio dei ministri Europeo ha da poco approvato una direttiva che estende i brevetti sul software ad una maggiore gamma di programmi. Nel settembre scorso erano già stati approvati brevetti sul software in Europa, ma solo per alcuni tipi di software. La situazione diventerà simile a quella degli Stati Uniti, dove si può brevettare tutto.
Cacchiarola, brevettare significa che devi pagare ogni volta che usi un
modo di fare una cosa, non solo ogni volta che usi qualcosa copiato pari pari. Molto spesso vengono brevettate tecnologie che venivano usate comunemente da molti, come conoscenze diffuse.
Un esempio sono gli mp3 negli USA, dove per questioni di brevetto i programmi libero non possono essere scritti. Questa normativa ostacola l'innovazione tecnologica in generale, danneggiando principalmente le piccole imprese e favorendo le multinazionali. Il software libero ne è la vittima principale, avendo il codice sorgente a disposizione.
Invito tutti a fare sapere in giro questa cosa e farci sentire, perchè poi sarà un po'difficile tornare indietro.
La cosa più semplice che potete fare è firmare l'
Appello
Portugal copz
La polizia portoghese ha deciso di prendere
drastiche misure per contrastare la violenza degli hooligans inglesi prima delle partite. Qua ci picchiano...là li sballano.
Urchish!
Vale mi ha appena ricordato che mi sto perdendo un'altra festa dai Torquemada. Vabbè, sono a Bologna. Da ieri B.g. è il dottor B.g. Mi sono appena scaricato "we are the robots" dei Kraftwerk dal computer della Cicu. Detto questo, vado a fare un giro.
Pink Flamingo Vs Frankie hi-nrg mc
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ichnusa
Il libro che voleva essere comprato
Oggi avrei voluto scrivere l'ultima frase di un libro rubato recentemente nel solito supermercato. E invece.
Stamattina, giuro che è andata così, mi mancavano venti pagine per finirlo, il bologna modena mi avrebbe consentito di arrivare giusto in fondo, e sennò c'era il ritorno.
Arriva la mia collega-capa-di-stage, parliamo un po', io sempre con il libro in mano, arriva il treno, salgo in treno, sistemo la mia borsa sul sedile del vagone del treno, faccio per cominciare a leggere in treno. Non trovo il libro, in treno. Corro fuori dal treno, verso il punto in cui ho incontrato la tipa, aspettando il treno. Niente.
Il libro è fuggito, approfittando della mia stanchezza si è dileguato appena gli ho dato le spalle. Quando me ne sono accorto, doveva essere già fuori dalla stazione, inutile tentare un inseguimento.
Evidentemente, il furto non paga.
Perché adesso la pam sta smantellando il settore libri e io non lo posso rifregare.
La Trilogia di New York di Paul Auster, per sapere come va a finire l'ultimo racconto, toccherà comprarla.
(ah, lo stage è fico e sono contenti di me. Ve ne fregherà assai, ma sapete che mi piace bullarmi)
Penso che questa cosa minacci anche i blog....
Brevetti software: tutto da rifare
di Cesare Lamanna (c.lamanna@html.it) Giovedì 20 Maggio 2004
Il Consiglio dell'Unione rivede in senso peggiorativo la proposta di direttiva sulla brevettabilità del software approvata a settembre dal Parlamento Europeo. Ma la battaglia non è finita.
Ribaltone riuscito. Sull'annosa questione della brevettabilità del software, il Consiglio dei Ministri dell'UE ha alla fine rivisto in senso peggiorativo la proposta di direttiva approvata dall'Europarlamento nel settembre scorso. La battaglia non è comunque definitivamente persa. Le organizzazioni e le forze politiche che si battono da mesi su questo fronte cruciale per la libertà e l'innovazione tecnologica, sono già pronte a tornare alla carica. L'appuntamento, presumibilmente, è per l'autunno prossimo, quando a dover esprimersi sarà di nuovo l'assemblea di Strasburgo. Un ping-pong che a molti potrà risultare oscuro e su cui è opportuno spendere qualche parola.
Il voto del 18 maggio è il terzo passo di un procedimento legislativo iniziato nel 2002. Il 20 febbraio di quell'anno, la Commissione Europea ha proposto una direttiva sulla brevettabilità del software tendente, in sostanza, ad armonizzare la normativa europea con quella americana. Negli Stati Uniti, infatti, è da tempo vigente una prassi che consente di brevettare il 'software puro', le procedure di business e i metodi correlati. In pratica, è possibile dire che con questo tipo di approccio sono brevettabili le idee, anche le più banali, e non solo le applicazioni pratiche, concrete, che da queste possono scaturire.
In Europa, invece, tutto ciò è esplicitamente vietato. Almeno sulla carta. Nella pratica, infatti, come è ben chiarito in questo prezioso documento curato da Alessandro Rubini, l'Ufficio Brevetti Europeo ha provveduto negli ultimi anni a garantire oltre 30.000 brevetti riconducibili all'area del software. Questo grazie al fatto che, in mancanza di una legislazione ad hoc, l'Ufficio stesso ha potuto muoversi come arbitro e dominus, scavalcando tranquillamente le norme vigenti, ma trovando comunque un ostacolo nelle legislazioni nazionali.
La proposta di direttiva della Commissione ha subito suscitato forti reazioni in ambiti diversi. La tesi principale che accomuna le posizioni di tutti gli oppositori è che l'estensione indiscriminata dei brevetti sul software, mina alla base l'innovazione tencologica e industriale nel settore informatico, costituendo una minaccia soprattutto per le realtà imprenditoriali medio-piccole e per il software libero. Sviluppare una nuova applicazione in un contesto dominato dal 'tutto brevettato' può effettivamente trasformarsi in un incubo, popolato di avvocati, ricorsi, royalties da pagare: chi mi dice che usando quella procedura, quella routine, non stia violando qualche licenza?
Il 24 settembre del 2003 la proposta della Commissione ha affrontato il primo esame, quello del Parlamento Europeo. Il risultato è stato salutato come un successo dai sostenitori della non brevettabilità. Gli emendamenti accolti, infatti, riaffermavano i capisaldi dell'impostazione europea in materia: il software in quanto tale non è brevettabile e va garantita l'interoperabilità tra i formati.
Ma il cammino delle leggi nelle istituzioni europee si fonda sul meccanismo della codecisione. La Commissione propone, il Parlamento e il Consiglio dell'Unione devono entrambi esprimersi, per due volte, sulla proposta. Come è accaduto ieri, può capitare che il Consiglio riveda o respinga le posizioni dell'assemblea. Ora, come accennato, la palla torna al Parlamento. Se i deputati riterranno di dover confermare il voto di settembre, sarà nuovamente il Consiglio a dover dire la sua. In caso di mancato accordo, si tenterà di giungere ad un compromesso nell'ambito di un comitato di conciliazione formato da rappresentanti di entrambi gli organi. In assenza di un accordo è il Parlamento che potrà pronunciare il no (o il sì) definitivo.
I due organi legislativi dell'Unione sono dunque destinati ad essere ancora una volta il teatro d'azione delle lobby contrapposte. Il voto del Consiglio del 18 maggio è stato visto come una vittoria di quelle legate alle grandi aziende e a certi apparati burocratici dell'Unione (Ufficio Brevetti in primis). Il governo italiano si è attestato sull'astensione, insieme a Danimarca, Belgio e Austria, mentre l'unico no è venuto dalla Spagna. Favorevoli tutti gli altri. Nei giorni che hanno preceduto il voto, il ministro per l'Innovazione Tecnologica, Lucio Stanca, aveva espresso forti perplessità sulla posizione promossa dal governo irlandese, favorevole alla revisione del voto di Strasburgo. Commentando la decisione del Consiglio, Stanca ha afferamato che "più si consente il ricorso al brevetto nel software e più si limita il suo sviluppo". La speranza sua e di tutti quelli che credono nella libertà di innovazione è che i successivi passaggi possano riportare la questione ai termini sanciti dal voto dello scorso settembre.
Non aspettatevene uno al giorno
Anche perché domani comincio con lo stage-sfruttamento, quindi avrò meno tempo per leggere, è palmare.
Ma la frase di oggi, decisamente più difficile - non credo che il libro abbia avuto una grande diffusione - è la seguente:
"Non è difficile prevedere che svanisca la distinzione tra ur-bacedìfo e bacedìfo, divenendo ur-bacedìfo e bacedìfo sinonimi (come abbecedario e sillabario, monaco e frate, tasse e imposte), o, meglio, che "ur-bacedìfo" esca dall'uso, restando vivo solo "bacedìfo" (a indicare sia il bacedìfo sia l'ur-bacedìfo)."
Mentre scrivo questa cosa insensata, davanti a casa mia c'è la sagra della parrocchia. Cover-band dei pink floyd, un branco di incapaci che ci massacra le orecchie già da un'oretta, e sono solo le prove per stasera. Come se non bastassero le loro fottute campane multitonali che neanche un camionista in fregola del South Dakota, o i canti con chitarrine e bonghi alle 9 di domenica mattina. Vado là e faccio un'altra Columbine.
Oggi sono iperattivo
O meglio, non ho voglia di far niente.
Allora pensavo, creiamo un nuovo giochino da bloggerz.
Un giochino fastidioso. E il giochino è questo: inserirò, d'ora in poi, l'ultima frase di tutti i libri che leggo. Chi ne azzeccherà di più vincerà un "bravo". Con tutto il cuore.
Ieri sera:
"Thérèse avait un peu bu et beaucoup fumé. Elle riait seule comme une bienhereuse. Elle farda ses joues et ses lèvres, avec minutie; puis, ayant gagné la rue, marcha au hasard."
Gioco dell'anno
Passando da
molleindustria ho trovato
questo.
Divertitevi.
E' tanto bravo
Gli hanno chiesto: - macchina o bicicletta?
E
lui: - Bicicletta,
non ho la patente.
E poi:
- Di quale sport ti piacerebbe essere stato un campione?
- Di calcio, o di nuoto.
- Vabè il calcio, ma perché il nuoto?
-
Perché io non so nuotare.
Come si fa a non votare uno che sembra il nonno di Heidi e dice cose di sinistra? Ma soprattutto: non sa nuotare e non ha la patente, o lo mettiamo in un posto sicuro o si estingue.
Ah, che soddisfazione
Oggi prima giornata al mare.
Qualche ora al lido di Spina (RA) con il Famoso Attore Indiano, sono intontito dal sole. Benessere totale, gran passeggiata, neanche uno starnuto. La vita dovrebbe essere così, alla faccia dei previsori del tempo che davano pioggia.
Ancora sulle chiavi di ricerca
Mi son fatto una gran risata, ed è solo il primo giugno.
Si palesi immediatamente chi è venuto qui cercando su google caga con gli ufo!
Caro anonimo, sappi che sei il mio eroe.
Riflettevo stamattina
...sotto la doccia, dopo un giorno e mezzo che non mi lavavo e già mi sentivo una specie di letamaio ambulante: Ma chi cazzo è che usa i deodoranti che durano una settimana? Siete dei laidoni puzzoni, ecco la verità!