sono momenti come "ho dimenticato la chiave, i coinqui non ci sono, dannazione finiva di lavorare 1/2 ora fa - DOV´É????????????- si cazzeggia in strada in attesa" che, a mio parere, ti fanno cogliere il vero ponziopilatistico significato della vita. ad ogni modo, appena mi ricompro la scheda di memoria (la vecchia sta smagnetizzata), vi manderó una foto del nuovo trio delle meraviglie, ovvero lars, rene e muá. loro due sono cuochi di lipsia: bocia quanto basta (anni 21), di solida tradizione cooperativistica (da dove vengono?) e soprattutto dj. dovremmo riuscire ad esprimere qualcosa sullo spazio radio berlinese entro un po´.
serve tempo, investimenti strutturali e un po´ di culo: tutte cose ostacolate dalle ns. vite lavorative. ad ogni modo giá giungono le prime sinergie: ieri sera, in uno slancio creativo, io e lars ci siamo esibiti in una prepotente quanto maestosa "orecchiette alla cipollata in chiave tedesca". Allego la ricetta, senza dubbio utile a quanti di voi, vagheggiando nella notte, rimpiangono i freddi pungenti del lontano nord. almeno la panza stará buona.
CIPOLLATA IMPERIALE in chiave teutonica
Prendete una 1/2 cipolla grande a capa. o una cipolla piccola. le passate in padella col sale, poi cospargete d´olio. secondo me non soffriggere é + sano, anche se fa perdere di gusto. fate voi. Nel frattempo avete messo giá su il pentolone d´acqua: piú tardi, quando bolle, lessate la paschta e etc. etc.. Torniamo al dunque, al perché ancestrale. la cipolla: fino ad ora tutto regolare: qualcuno, nella originale koiné triestina, direbbe: "tutto ok. basta aggiungere il brodo [vegetale] e portare a cottura con spolverata di pepe e un po´ quello che vi pare". NO. non stiamo parlando della versione minimalista. Avevamo introdotto il termine "in chiave tedesca". FANTASTICO: é l´ora. vi avviate con passo felpato verso il frigo, dove, che volpi, avete infilato il tubone di ketchup al curry. Prendete il tubone e, in crescendo wagneriano, lo sprizzate con ampio gesto in padella, continuando a cuocere. Non paghi TORNERETE verso il frigo, dove afferrerete la gelatina-di-non-so-cosa-ma-ha-colore-tipo-albicocca-magari -é-proprio-albicocca-perché-il-sapore-non-é-in-fondo-dissimile (vi sapró dire nei commenti a tempo debito) e, fieri come novelli mussolini (il pro-nipote), sparate in padella pure una cucchiaiata di quella.
Gli ultimi due minuti fate tutto in padella: a questo punto amplissimi cerchi di paprika dolce e, non poteva mancare, una generosa noce di burro. PASTA CORTA (a muá stuzzicano le le classiciussime pennete rigate, ma fate un po´come bi pare): la dose é soggettiva -> quella esagerata che ti spacca - acca - o quella che no. buon apetitow.