Il libro che voleva essere comprato
Oggi avrei voluto scrivere l'ultima frase di un libro rubato recentemente nel solito supermercato. E invece.
Stamattina, giuro che è andata così, mi mancavano venti pagine per finirlo, il bologna modena mi avrebbe consentito di arrivare giusto in fondo, e sennò c'era il ritorno.
Arriva la mia collega-capa-di-stage, parliamo un po', io sempre con il libro in mano, arriva il treno, salgo in treno, sistemo la mia borsa sul sedile del vagone del treno, faccio per cominciare a leggere in treno. Non trovo il libro, in treno. Corro fuori dal treno, verso il punto in cui ho incontrato la tipa, aspettando il treno. Niente.
Il libro è fuggito, approfittando della mia stanchezza si è dileguato appena gli ho dato le spalle. Quando me ne sono accorto, doveva essere già fuori dalla stazione, inutile tentare un inseguimento.
Evidentemente, il furto non paga.
Perché adesso la pam sta smantellando il settore libri e io non lo posso rifregare.
La Trilogia di New York di Paul Auster, per sapere come va a finire l'ultimo racconto, toccherà comprarla.
(ah, lo stage è fico e sono contenti di me. Ve ne fregherà assai, ma sapete che mi piace bullarmi)